Vinca il più forte

di | 7 Dicembre 2022

La guerra delle relazioni Relazioni

Le relazioni sembrano diventate un campo di battaglia. L’incontro con l’altro sembra più uno scontro, una gara per evitare di soccombere, considerando l’altro come un ipotetico nemico che possa sottrarre il tesoro accumulato fino a quel momento. Come in un videogioco, il vincitore acquista più punti nel sul immaginario duello. Ma chi è il vincitore?
Spesso si crede che chi soffre meno detenga il titolo come chi non investe sentimenti; come se ciò permettesse di passare al livello successivo con il massimo punteggio.

Le valutazioni e gli obiettivi si sono totalmente discostasti dal punto di partenza iniziale che riguardava invece il bisogno dell’incontro con l’altro. Non concedendosi più l’ascolto dei propri bisogni si è finito con il temerli, come se rappresentassero una debolezza che non è concesso riconoscersi. In fondo quello che si teme di più riguarda l’impossibilità di entrare in contatto con sé stessi. È con una parte di sé che si entra in battaglia quando all’altro si attribuisce il potere di interferire con la propria vita e lo si affronta come un nemico da cui doversi difendere. Cosa si teme realmente? Perché ci si sente così vulnerabili? 

Riconoscere le paure che emergono dalle relazioni

Sono le proprie insicurezze a porre nella condizione di poter trarre solo vantaggi nelle relazioni, senza esporsi, senza mettersi in gioco. Ovviamente questo non permette ad alcuna relazione di essere costruttiva, finendo con confermare l’idea iniziale che sia meglio non investire troppo nel rapporto. Le relazioni restano svuotate del loro significato, non vi è un reale incontro, ma più il bisogno di uscirne vincitore. In realtà non ci si è neanche messi in gioco, potrebbe essere più una sconfitta a tavolino. Quando la paura di lasciarsi andare blocca a tal punto da non permettere di vivere o ascoltare le proprie emozioni l’altro in realtà scompare. 

Riconoscere le proprie emozioni 

È di sé stessi che non ci si fida, si teme di non riuscire a sostenere un confronto, la frustrazione o il rifiuto. Alcune sensazioni possono essere spiacevoli, come quelle che riguardano la fine di una storia, ma se per paura di non riuscire a sostenerle si evita ogni relazione allora è della propria capacità di rimanere intatti che non si ha fiducia. Se ci si sente come un vaso di cristallo che possa andare in frantumi è meglio stare al sicuro in una teca, non si corrono rischi. C’è chi reagisce evitando tutto e tutti, chi invece manda avanti il suo corpo alla ricerca di emozioni che probabilmente non sortiscono particolari effetti, se non transitori, altrimenti non si rimarrebbe nella stessa sequenza così a lungo. Sono tutte strategie di difesa indispensabili se non ci si sente al sicuro, ma bisognerebbe iniziare a chiedersi da quando l’altro sia diventato il vero nemico e se questo corrisponda a ciò che si avverte realmente dentro di sé.

Affrontare le proprie paure

Fino a quando si continua a cercare nell’altro la soluzione, o più spesso il problema, non si riuscirà a uscire dal circolo in cui si viene trascinati. La ricerca potrebbe protrarsi all’infinito, continuando a pensare che ci sia una soluzione migliore dietro a ogni angolo, in una prossima relazione, magari più attraente, più giovane, più qualsiasi altra cosa che non riguardi il dover fare i conti con sé stessi.

Una ricerca inutile ed estenuante. Pensare di fermarsi e occuparsi di sé a questo punto forse spaventerebbe di meno!

 

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