Maledetta sfortuna!

di | 11 Ottobre 2018

 

la sfortuna non esisteColpa della sfortuna!

Non posso farci niente!

Non è colpa mia, non sono fortunato!

Sono tutte frasi che rimandano all’esterno la possibilità o meno di raggiungere dei risultati, come se le proprie possibilità non bastassero. In questo modo non si fa altro che rimandare l’assunzione di responsabilità lasciando al “fato” la possibilità di realizzare o meno i propri obiettivi.

Quando successi o fallimenti non sono visti come risultato del proprio comportamento non si fa altro che allontanarsi dalla consapevolezza delle proprie possibilità, senza darsi i giusti meriti o correggere atteggiamenti che non hanno portato al risultato sperato. Quando invece si ha sicurezza nelle proprie capacità e  una buona autostima si affrontano anche gli ostacoli che si possono incontrare con la convinzione di poterli superare e i risultati così ottenuti continuano a rinforzare l’immagine positiva che si ha di sé.

La predisposizione quindi è fondamentale, spesso quando si parte scoraggiati o si teme un effetto non si fa altro che riprodurlo, avverando così la profezia iniziale. Proprio ciò che si fa per evitare una previsione temuta ne determina il suo avverarsi.

profezia che si autodeterminaSembra facile quindi: penso positivo ed è fatta!

Spesso però rimuovere credenze e paure che bloccano i propri pensieri non è così immediato. Sono talmente intrise nel pensiero che in un modo o in un altro intervengono a sabotare l’impresa. A volte si può aver paura anche di essere felici, perché presuppone l’assunzione di nuove responsabilità. Sono meccanismi spesso inconsci e  pure quando se ne diventa consapevoli per poterli rimuovere bisogna innanzitutto avere fiducia in se stessi, in ciò che si vuole essere e raggiungere, altrimenti il lavoro resta sempre a metà e gli effetti prodotti ritornano con altrettanta scarsa convinzione.

I pensieri negativi, che influenzano come abbiamo visto gli esiti dei propri comportamenti, nascono da esperienze dolorose, false credenze, relazioni insoddisfacenti, partendo spesso da quelle con i propri genitori. Finché non si decide di mettersi in discussione e sciogliere i nodi che non permettono il libero fluire della propria vita si continuerà a rimandare. Non affrontare i problemi infatti non li nasconde ma li rende eterni.

Ne è un esempio la storiella dell’uomo che batteva le mani ogni 10 secondi, quando qualcuno ne chiese il motivo lui rispose:

“ Per scacciare gli elefanti!”

“Ma qui non ci sono elefanti!”

“Appunto.”

Rifiutare un problema o una paura può sembrare una soluzione, ma non fa altro che assicurarne la sua persistenza.

 

 

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