Come traumi e ferite del passato ci influenzano

di | 4 Novembre 2016

imagesMolte energie che occorrono nelle nostre attività e nel nostro quotidiano sono tenute in ostaggio da richieste e bisogni legati al passato. Sforzi costanti vengono impiegati a cercar di contenere e mascherare situazioni dolorose spesso inaccessibili, perché si fa fatica a riconoscerle e accettarle all’interno della propria vita.

Di conseguenza nel tempo si impara, spesso sin dall’infanzia, a mostrare una parte di sé poco corrispondente a ciò che riguarda la propria natura, ma più vicina all’immagine che gli altri hanno. Un lento e costante adeguamento che può portare alla creazione di un falso Sé, nel caso in cui non si abbia la possibilità di essere riconosciuti e visti per ciò che si è. Questo tipo di ferite legate a relazioni passate, durante l’infanzia, o successivi traumi che non si è riusciti a elaborare, occupano un posto di rilievo anche nel presente, influenzando i propri rapporti e condizionando i propri comportamenti.

Il tentativo costante di riparare torti o ingiustizie del passato allontana dall’ascolto dei bisogni attuali, mantenendo uno stato di sospensione nella propria vita fino a quando non si riesce a riparare un’antica ferita. Spesso questo genera uno stato di malessere e insoddisfazione difficilmente riconoscibile, perché troppo lontano nel tempo o perché ci si è impegnati a nasconderlo. In questo modo, rapporti o situazioni irrisolte del passato vengono ripresentati e rivissuti nell’illusoria speranza di intervenire sul passato e “correggere” sofferenze e mancanze che non si è ancora riusciti a superare.

Il copione che si presenta resta però lo stesso e inevitabilmente ci si ritrova con ulteriore delusione e rammarico di non essere riusciti a raggiungere i propri obiettivi. Fino a quando questi meccanismi restano inconsapevoli si rischia di ripeterli all’infinito, aumentando il proprio senso di impotenza e incertezza. Nel momento in cui invece si inizia ad avere una consapevolezza personale, sia rispetto a ciò che si è e ciò che si vuole fare, si possono iniziare a riconoscere parti di sé, riscoprire le proprie risorse.

Ritrovare una propria libertà di espressione consente di ampliare ambiti di esperienza, di assumersi una nuova responsabilità nei propri confronti, che è appunto quella di conoscersi e successivamente potersi accettare.

L’accettazione è fondamentale per poter curare ferite e traumi del passato, per poter eliminare i sensi di colpa che spesso accompagnano dolori non emersi. In questo modo si può avviare un processo di cambiamento, cambiare le modalità di comportamento precedenti che hanno contribuito a mantenere una situazione di malessere, per trovare nuove possibilità di espressione.

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