I segni dell’anima

di | 1 Dicembre 2015

Alcuni segni restaferite-affettiveno particolarmente impressi, dolori e traumi che sembra debbano cambiare il corso della nostra vita; riescono ad andare in profondità e a modificare il modo di percepire e reagire alle situazioni. Creano strutture nuove di comportamento, strettamente legate all’evento doloroso, ma che spesso hanno la funzione di allontanare o evitare il ricordo. Questo però resta, in una parte della mente, in modo frammentato, disturbante, conserva le sensazioni vissute, interferendo con il presente. Per quanto si voglia reagire ci si ritrova impotenti, ancora una volta, difronte alle emozioni, a ciò che non si riesce a sostenere. Vivere un trauma significa subire un evento che rende incapaci di reagire nell’immediato. Si vive una sensazione di impotenza che si ripercuote in altri ambiti della vita e rischia di bloccare il naturale fluire delle emozioni.

Possono passare anche molti anni senza riuscire a liberarsi dagli schemi che ci si è costruiti intorno per darsi un supporto, per tentare di proteggersi o per superare le paure. Spesso però la protezione è isolamento. Per non essere feriti si limitano i rapporti e la loro intensità, ma con il tempo questa difesa diventa insostenibile, ci si sente limitati, incapaci di esprimere se stessi o di riconoscersi in ciò che si mostra agli altri. La soluzione diventa parte del problema e si inizia a non apprezzarsi più. Poter esprimere la propria fragilità, i sentimenti legati al dolore che si è vissuto, a maggior ragione se si tratta di un trauma, è necessario se ci si vuole liberare da ricordi così oppressivi. Continuare a trascinarli con sé o cercare di ignorarli impiega ancora più energie, così come riviverli nel presente,   riperpetuando il dolore e la sensazione di non riuscire ad affrontarlo. Questo malessere diventa talmente conosciuto da non essere neanche messo in discussione fino a quando non si avverte la distanza tra ciò che si sta vivendo e ciò che in realtà si vorrebbe scegliere per sé. Ci si accorge di non aver scelto, di sentirsi incastrati in ruoli in cui non ci si riconosce. Spesso questa consapevolezza è altrettanto dolorosa, ancora più difficile da sostenere in quanto sconosciuta, ma quando si decide di affrontare il passato per tornare a vivere il presente, non esistono scorciatoie. Per superare il dolore bisogna prima raggiungerlo per poi lasciarlo alle spalle e poter scegliere da quale parte andare per proseguire.

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