Summer sad

di | 24 Luglio 2015
L’estate viene spesso descritta come un momento di libertà, di spensieratezza e divertimento, associata alle vacanze o ai viaggi. Non sempre però questa condizione coesiste in chi, per varie ragioni, in vacanza non ci può andare o non riesce a viversele con lo stesso entusiasmo che viene percepito intorno dagli altri o da chi sponsorizza viaggi, avventure ed eventi imperdibili. Ci sono molte persone che fanno più fatica ad affrontare questo periodo dell’anno, che vivono in modo negativo il cambiamento dei ritmi, la chiusura o la fine di alcune attività considerate come punti di riferimento durante l’anno, emerge quasi incontrastato un senso di solitudine, di vuoto e la paura della separazione.

È stata dimostrata la connessione tra stati depressivi e variazioni stagionali, in questo caso legata all’aumento dell’esposizione e dell’intensità  della luce, ma l’attenzione va posta anche sui rapporti che si vivono e sulle situazioni in cui ci si trova, perché durante il periodo estivo le emozioni sembrano accentuarsi, soprattutto quelle negative. I periodi di festa o di vacanza vengono vissuti con difficoltà, sentendosi inadeguati rispetto a un’immagine collettiva che mostra solo aspetti di divertimento. Spesso si attende con timore questo periodo, altre volte si viene colti del tutto impreparati, dando spazio quindi a paura e forte ansia, con un aumento degli attacchi di panico.

È utile non sottovalutare questi momenti, aspettando che tutto passi, ma intervenire senza ritrovarsi indifesi. Organizzare piccoli momenti per se stessi, prendersi più tempo da dedicare a ciò che in altri periodi è più difficile realizzare, senza confrontarsi con particolari e grandi aspettative, a volte neanche strettamente legate al proprio desiderio. Solitudine e depressione spaventano meno se riconosciute e se si è preparati a poter chiedere aiuto.

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