Cicatrici d’oro

di | 17 Ottobre 2014
Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro, donandogli un aspetto nuovo attraverso le preziose cicatrici. Ogni pezzo riparato è unico ed irripetibile proprio grazie alle sue “ferite” e alle irregolarità delle decorazioni che si formano. L’oggetto quindi diventa ancora più pregiato grazie alle sue cicatrici, perché loro credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello, ancora più prezioso sia esteticamente che interiormente.
Questa tecnica è chiamata “Kintsugi.”

 

Le crepe quindi non vengono cancellate o nascoste, ma evidenziate, per renderle più preziose.
Nella nostra cultura invece si tende a nascondere, a occultare le rotture invece di esaltarne la nuova forma. Quando la ferita viene vissuta solo con un’accezione negativa, ne derivano inevitabilmente sentimenti di dolore, vergogna e senso di colpa, un segno indelebile che svalorizza ciò che si ha o si vuole diventare. Perché se questa tecnica vale per gli oggetti ha sicuramente più valore per le persone. Spesso traumi e dolori creano cicatrici invisibili che rischiano di bloccare la propria crescita personale, piccole o grandi ferite che non vengono curate adeguatamente e che si tende a non mostrare per paura o vergogna. In questo modo non solo ci si nega la possibilità di porre attenzione ai propri bisogni, ma ci si ferma a vedere solo i limiti delle situazioni, lasciando andare nuove possibilità e risorse.
La psicoterapia spesso segue la tecnica del Kintsugi aiutando le persone a cui si è formata una crepa nella vita, bloccate in una crisi personale in cui riescono a vedere solo i frammenti di sé, a ricomporsi nuovamente, arricchendosi, per diventare ancora più preziose, più forti di prima e con  risorse che prima non venivano notate. 
Se si continua a nascondere la sofferenza senza tollerarla ci si nega l’opportunità di crescere e di scoprirsi. Grazie alla crisi invece ci si può reinventare e trovare energie creative per ricostruire la propria esistenza. Le cicatrici restano, ma possono diventare perle uniche.
 
” Una perla si forma quando un corpo estraneo, come parassiti o pezzi di conchiglie, entra nell’ostrica. Per difendersi e curarsi il mollusco inizia a rilasciare strati successivi di madreperla che rivestono il corpo estraneo fino a diventare nel tempo una splendida perla, unica e irripetibile.”
 
Anche dal dolore e dai momenti negativi possono nascere risorse e crearsi nuove opportunità per vivere una vita ancora più preziosa.

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